AIUTO IL BAMBINO HA LA FEBBRE

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bambino con influenza

Le Malattie infettive: un modo di conoscere il Mondo, una Tappa che favorisce lo Sviluppo del Bambino

La conoscenza dell’ambiente e la socializzazione comportano il confronto con il mondo dei virus e
batteri, piccolo ma molto popolato: sono quindi occasione frequente di contagio. Non a caso
l’infezione si localizza soprattutto su pelle e mucose respiratorie, superfici di confine dove su gioca,
con la respirazione e il tatto, la relazione del bimbo con l'esterno.

In particolare, la scolarizzazione fornisce tali occasioni di incontro con i microrganismi, che
nessuna premurosa precauzione può evitare la trasmissione di patologie esantematiche (morbillo,
scarlattina, varicella, ecc.), o di riniti, tonsilliti, otiti, ecc.

Non tutto il Male vien per nuocere...

D’altra parte, le malattie infettive sono una "tappa obbligatoria" dell'infanzia, imprescindibile
perché il bimbo elabori la propria difesa immunitaria (anticorpi), sono una specie di “iniziazione”
che lo rende un “ometto”: lo testimonia non solo lo scatto in altezza e peso che segue spesso la
guarigione, ma anche l'acquisizione di funzioni prima inusuali del linguaggio e del pensiero, che
permettono al piccolo di rilanciare nuove dinamiche di relazione. In altri termini, il rafforzamento
dell’identità immunitaria corrisponderebbe su altri piani al progredire verso una più cosciente
consapevolezza di sé, maturata in rapporto ad ”altro da sé”.
Proprio gli aspetti "salutari" di queste malattie fanno riflettere circa l'opportunità e gli strumenti
della profilassi: la questione concerne soprattutto l'utilizzo dei vaccini, che in pediatria annovera
autorevoli giudizi divergenti. La scelta dovrebbe essere sempre sostenuta dal consiglio del medico,
in base alla recettività e capacità reattiva di ogni bambino.
Se per alcuni il contagio comporta rischi impliciti anche gravi, nella maggior parte dei casi una
prevenzione ossessiva è fuori luogo; piuttosto, fito ed oligoterapia possono essere prese in
considerazione, per contenere con “discrezione" il decorso della malattia e evitare complicanze: ad
esempio per controllare la febbre.

Febbre da Cavalli

Un’infezione può modificare la temperatura corporea del bimbo in modo a volte improvviso e
significative (es. sesta malattia e scarlattina), altre solo come febbricola (es. rosolia, morbillo e
varicella). Salvo eccezioni, il ricorso ad antipiretici -naturali o di sintesi- è sconsigliabile per il
ruolo di "auto-guarigione" che la febbre esercita nei confronti dei microrganismi patogeni. Gli MG
mantengono dolcemente entro i limiti fisiologici queste espressioni flogistiche: Ribes, Ontano nero
e Betulla gemme sono alternati nel corso della giornata (es. poche gocce ogni due ore, prima di un
gemmoderivato, poi dell'altro, infine del terzo, per poi riprendere il ciclo). Anche Camomilla (TM o
infuso) può essere utile, non solo per sedare il nervosismo che l'indisposizione desta persino nei
piccoli più docili, ma anche come antinfiammatorio e protettivo delle popolazioni simbionti; Rame
(Cu), oligoelemento antinfettivo, è indicato fin dalle prime fasi della malattia (da una a tre dosi al
giorno, con posologia a decrescere nel corso dell'infezione). In alcune sindromi, con la febbre
domina l'indolenzimento, i dolori cervicali e la cefalea, a volte con nausea e vomito: possono allora
essere prese in considerazione Rosa canina MG, estratti di Zenzero e Melissa.

I “Fragilini”

Alcuni bambini si contraddistinguono per la facile suscettibilità a contrarre infezioni; le loro difese
sono poco “organizzate” e episodi anche banali comportano una degenza impegnativa, seguita da
lunghe convalescenze, possibili strascichi e ricadute. L'assunzione costante dell'oligoelemento
diatesico Manganese-Rame (Mn-Cu) corregge questi aspetti costituzionali; è consigliato per almeno
un paio di mesi, iniziando con posologie giornaliere o assunzioni a giorni alterni, da ridurre
progressivamente fino alla sospensione. Spesso è opportuna l’associazione con Zolfo (S) drenante
che facilita l'eliminazione delle tossine batteriche o virali, quindi limita sintomi e complicanze.
Se l'infezione interessa l'apparato respiratorio, la scelta si orienta sempre su Carpino MG, per il
ripristino delle condizioni fisiologiche delle mucose congeste ed infiammate. Per trattare angine e
infiammazioni delle prime vie aeree è interessante l’abbinamento con l'oligoelemento Bismuto (Bi):
agisce nella zona di gola (angine), naso (sinusiti), orecchie (otiti); giovano anche infusi o TM di
Piantaggine e Camomilla. Viburno MG è suggerito quando sono coinvolti i bronchi e per lenire la
tosse stizzosa, con Marrubio e Edera terrestre: se l’assunzione è problematica per il sapore amaro
delle TM, poche gocce possono essere diluite in un cucchiaino di miele. Inoltre, Piantaggine ed
Eufrasia TM sono specifiche nel trattamento di una rinorrea abbondante o congiuntiviti con intensa
lacrimazione.

L’Esantema: gratta e vinci

L'interessamento delle vie respiratorie può essere anche legato ad una delle tante malattie infantili
dove il calare della febbre corrisponde alla comparsa dell'esantema: rosolia, varicella, morbillo,
scarlattina, sesta malattia, ecc. sono annunciate dall'arrossamento dell'epidermide o la comparsa di
papule o vescicole, che si esauriscono nell'arco di qualche ora o evolvono in diversi stadi successivi,
si presentano in forma leggera o alterano i tratti del viso.
In esse la cute, attraverso l’eruzione, esplica un ruolo significativo come emuntore di tossine:
diventa lo specchio di una metamorfosi in atto alla cui conclusione, come detto, il bambino avrà
"cambiato pelle" a tutti gli effetti, approdando ad una nuova fase della sua giovane vita.
Topicamente, Elicriso, Piantaggine, Calendula sono utili come antinfiammatorie, antisettiche e
cicatrizzanti, sia in forma di pomata, sia di oleolito (Elicriso e Calendula). Quest'ultimo tipo di
estrazione è interessante anche nella fase desquamativa; non è inoltre da trascurare una particolare
attenzione alla qualità dei detergenti, nei cui componenti spesso figurano i principi attivi eutrofici
di Avena.
Tra i sintomi prevale spesso il prurito, tanto fastidioso che è difficile dissuadere il bambino dalla
tentazione di grattarsi: ciò espone al rischio di sovrainfezioni e complicanze che possono lasciare
segni inestetici, in particolare dopo la varicella. Vescicole e crostine sono trattabili con toccature
locali di Calendula TM (diluita in acqua sterile al venti per cento) e di Noce MG (diluito in parti
uguali). Inoltre, poche gocce di Tiglio MG somministrate per bocca aiutano a placare la
suscettibilità allo stimolo nervoso.

Articolo scritto da Lina Suglia per Fitomedical

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