PROBLEMI DI CISTITE?

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cystitesCombattere la cistite con Cranberry e Mannosio!

La cistite è una infiammazione acuta o cronica della vescica urinaria, l’organo dedicato alla raccolta dell'urina.
Nella maggior parte dei casi,circa il 90%, la cistite è riconducibile ad infezioni batteriche da Escherichia Coli, un colibatterio intestinale che il nostro corpo espelle tramite le feci, ed in un minor numero di casi è dovuta ad altri batteri come Proteus, Klebisella, Pseudomonas e Staphylococcus aureus. Alcuni casi si verificano anche per infezioni virali o micotiche, da farmaci, da agenti chimici tossici, manovre strumentali, calcoli, e in misura molto rara per tumore alla vescica.

Questo disturbo colpisce con maggiore frequenza le donne poiché la loro uretra è più corta (circa 5 cm) di quella degli uomini (16 cm circa) e quindi è più alto per le donne il rischio di una contaminazione da parte dei batteri fecali che possono più facilmente risalire l'uretra fino alla vescica.

Da cosa è favorito l’insorgere della cistite?

I fattori di rischio della cistite nella donna possono essere vari: l'età, i rapporti sessuali (che favoriscono il passaggio di batteri patogeni nella vagina, poi nell'uretra ed infine nella vescica), la stitichezza, l'uso di assorbenti interni, creme e detergenti con ph troppo aggressivo che abbassano le naturali difese del nostro organismo e l’abuso di farmaci (in particolare antibiotici e cortisonici).

 I fattori di rischio per l'uomo sono spesso riconducibili a ipertrofia  prostatica o a stati infiammatori della prostata.

La terapia di scelta è antibiotica, e deve essere prescritta dal proprio medico, che potrebbe chiedere di eseguire una urino coltura con eventuale antibiogramma per la scelta del più appropriato farmaco antibatterico.

Capita sempre più di frequente, che i pazienti trattati con antibiotico per questo disturbo, sviluppino delle resistenze al farmaco tali per le quali la cistite non rimane un episodio sporadico, ma si cronicizza tanto da divenire un vero e proprio incubo. Questo anche perché la cistite è spesso accompagnata da un continuo stimolo alla minzione, dolore e forte bruciore durante la stessa, urine maleodoranti e in alcuni casi perdita ematica: cistite emorragica.

Se la cistite si propaga alle alte vie urinarie, può salire notevolmente la temperatura (cistite con febbre).

Nei casi in cui la cistite diventi un problema, e si sia passati da un antibiotico all’altro, senza risolvere il problema, ma creando una forte resistenza batterica, ancora una volta, la natura ci tende una mano!

Tante sono le piante e i suoi derivati usati efficacemente e supportati da numerosi studi clinici. Tra questi troviamo in prima linea il Mirtillo rosso (Cranberry), pioniere della fitoterapia in ambito urinario, l’Uva ursina, la Malva silvestris e il Mannosio. Tra questi riteniamo approfondire l’uso del D- Mannosio, zucchero destroso derivato dalla Manna, che suscita grande interesse per la sua efficacia diretta specificamente contro il peggior nemico di chi soffre la cistite: il batterio fecale E. Coli!

Del Cranberry si è sentito tanto parlare, numerosissimi studi ne hanno confermato l’efficacia nelle infezioni urinarie, essendo quindi la sua attività ormai ben conosciuta preferiamo puntare la nostra attenzione sul Mannosio, in quanto ancora in pochi sanno quale sia la sua reale efficacia e potenzialità.

Cos’è il Mannosio? Come agisce? Chi lo può utilizzare?

Il d-mannosio è uno zucchero semplice, un monosaccaride, cioè uno zucchero composto da una sola molecola. Una volta che dall'intestino passa nel circolo sanguigno (assorbimento) non viene trasformato in glicogeno e quindi non viene accumulato nel fegato o in altri organi, ne' viene utilizzato dall'organismo, ma viene eliminato attraverso il rene raggiungendo concentrazioni elevate nelle vie urinarie nelle quali esplicherà i suoi effetti adesivi ai batteri qui presenti. Il d-mannosio infatti possiede un'elevata affinità per le lectine (le zampe) mannosio-sensibili di molti batteri.

I batteri, per poter scatenare la cistite, infatti devono attaccarsi alle pareti vescicali attraverso le lectine. Questa condizione è indispensabile perchè una cistite si manifesti. Se i batteri non si attaccano alle pareti vescicali non avremo infiammazione, non avremo dolore, non avremo cistite, ma semplice batteriuria, cioè presenza di batteri innocui nelle urine. La batteriuria non va trattata, se non in condizioni particolari come per esempio la gravidanza e la presenza di patologie renali.

Il d-mannosio, attaccandosi alle zampe dei batteri impedisce la loro adesione alle mucose urinarie. Possiamo dire che il d-mannoisio riesce incredibilmente a creare un’adesione tra se e le zampette del batterio, piuttosto che far aderire quest’ultimo alle cellule uro epiteliali.. insomma, si fa piacere di più!

Una volta uniti al d-mannosio i batteri non possono più aderire alla vescica e restando nell'urina vengono eliminati attraverso la minzione. La capacità adesiva dei batteri al mannosio è superiore a quella degli stessi verso la vescica, pertanto il d-mannosio riuscirà a staccare anche i batteri già ancorati alla mucosa e a calamitare quelli penetrati in profondità.

Per questo motivo nei primi periodi di assunzione di mannosio è facile, pur in assenza di sintomi, riscontrare urinocolture positive (e talvolta con cariche batteriche addirittura più alte del solito): perchè i batteri rilevati sono quelli che stiamo eliminando dalla vescica e l'assenza di sintomi dimostra che si tratta di innocua batteriuria e non di cistite.

Un'altra caratteristica che fa del mannosio un derivato fantastico per combattere la cistite, è la sua grande possibilità di utilizzo. Infatti pur essendo uno zucchero, può essere tranquillamente utilizzato anche dal paziente diabetico. Questo perché, come abbiamo visto in precedenza, una volta scomposto, viene direttamente  “dirottato” verso il rene, senza andare ad innalzare i livelli glicemici  del sangue.

Può essere inoltre utilizzato dalle gravide e dai bambini.

Ricordiamo però che grande cura ed attenzione dovrà essere posta nei confronti del vostro intestino, nel caso in cui la cistite diventi recidiva o comunque si presenti spesso. Un intestino non regolare, che crea stipsi e quindi accumulo di feci, è uno dei primi fattori di rischio per lo sviluppo della cistite e di conseguenza il nostro primo nemico, poiché viene favorita la fermentazione e proliferazione batterica, creando una condizioni di disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale) che porta a modificazioni ed assottigliamento della mucosa intestinale, facilitando come già evidenziato la migrazione di batteri (Escherichia Coli) verso uretra prima e vescica poi.

Per questo consigliamo, l’utilizzo costante o comunque con cicli ripetuti, di fermenti lattici contenenti inulina ( zucchero semplice la cui assunzione comporta uno spiccato aumento nel tratto intestinale della presenza di Bifidobatteri e Lattobacilli, fermenti lattici importantissimi per una corretta digestione e per la salute del Colon e una contemporanea e massiccia diminuzione del numero dei batteri ritenuti nocivi).

L'inulina quindi favorisce il riequilibrio della flora intestinale, potenziandone l'attività e migliorandone il metabolismo.

Molto importante è seguire una corretta alimentazione, ricca di fibre (frutta e verdura), che oltre ad essere ricche di elementi preziosi e antiossidanti, contengono le fibre, che stimolano il transito intestinale. Per ultimo, ma non meno importante: bere tanta acqua! Imporsi di bere circa due litri al giorno, diluiti nell’arco della giornata. Questa farà si che le nostre urine siano poco centrate e non stagnanti, così da rendere la vita difficile ai nostri amici indesiderati!

Per tutto ciò sopra detto, e dopo accurate ricerche siamo giunti alla conclusione che un integratore che presenti i componenti citati possa essere una validissimo aiuto per chi soffre di questo fastidioso disturbo.

Abbiamo quindi scelto i migliori prodotti  per essere sempre liberi dalla cistite!

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